Online reputation e ricerche di lavoro

September 26th, 2010

Adecco123peopleDigital Reputation, hanno condotto una ricerca su 100 imprese italiane e 400 candidati al fine di stabilire la relazione tra reputazione online e ricerche di lavoro. I risultati mostrano come un importante percentuale di selezionatori (36%) stiano sostituendo le tradizionali referenze con ricerca di informazioni online.

Facciamoci trovare preparati, decidendo attivamente quali infomazioni rendere pubbliche, magari con un curriculum online!

Leggi tutti i dettagli su Digital Reputation dove è possibile scaricare anche il comunicato stampa.

Foto nel curriculum?

February 20th, 2010

foto nel curriculum?Una delle incertezze quando si compila il proprio curriculum vitae riguarda l’inserimento o meno della foto.
C’è chi sostiene che inserirla non sia consigliabile a meno che non esplicitamente richiesto dalla ricerca (o palesemente qualificante ai fini della selezione). Perché rischiare di suscitare una impressione sbagliata con una foto, e precludersi magari la possibilità di avere un colloquio?

La foto può essere un elemento in grado di togliere impersonalità ad un curriculum e rendere più reali le informazioni che riguardano il candidato: il volto favorisce la focalizzazione sull’individuo.

E allora come decidere? Un buon criterio può essere quello di basarsi sul proprio punto di forza: se il curriculum è ricco di esperienze e indica un percorso lavorativo importante la foto potrebbe spostare troppo l’attenzione dall’esperienza alla persona, nel caso il proprio curriculum sia invece incentrato su qualità e attitudini personali la foto può completare il quadro individuale, sostenendo o compensando i tratti caratteriali che già emergono dal profilo.

Chi riceve i curriculum spesso ne valuta molti, e nel processo di valutazione li passa in rassegna più volte. La mente umana ha bisogno di ancore a cui agganciare i concetti da memorizzare e la foto può essere un ottimo appiglio: sfogliando i curriculum la foto di una persona permetterà al selezionatore di richiamare alla mente più rapidamente tutto quello che ha letto su di essa, e nel riconoscimento c’è già una piccola parte di accettazione!

E ora, dopo tutta questa sottigliezza un po’ di buon senso. Se nel tuo curriculum non c’è la foto ma dovessi suscitare l’interesse del selezionatore, molto facilmente questi farà una ricerca su Google per scoprire che faccia hai: vuoi davvero che la prima sua immagine di te sia quella su Facebook dove sei ubriaco e vestito da scimmia? A meno che la tua reputazione online non sia davvero “immacolata” cerca di togliere tu tutte le curiosità a chi legge il tuo curriculum prima che lui lo faccia da solo.

Ma riguardo alla possibilità di essere giudicati scorrettamente in base alla foto? Forse c’è da chiedersi se è davvero una occasione persa quella di lavorare per un datore di lavoro che sceglie in base ad una foto, o se è piuttosto un pericolo scampato.

ajax e submit esplicito

September 11th, 2009

Nel disegno di Cveer e dei suoi form ajax ci siamo trovati di fronte ad una scelta, relativa alla user experience e alle aspettative dell’utente.

In un form tradizionale l’invio dei dati è confermato da una azione esplicita, il click di un pulsante o di un link. Se il form è stato implementato correttamente anche la pressione del tasto invio sortisce il medesimo effetto del click sul pulsante.

Il form vecchia maniera

In una applicazione desktop che gestisca dati strutturati i campi modificabili l’utente non deve confermare le modifiche: inserisce i dati e basta.

form in una applicazione desktop

La domanda che ci siamo fatti è: c’è ancora bisogno di esplicitare la volontà di salvataggio, e di dare un feedback visibile dell’avvenuta ricezione dei dati da parte dell’applicazione? E’ vero, l’interazione client-server attraverso un browser è più fragile dell’interazione di una applicazione desktop. Ma è questo il motivo per cui continuiamo ad aggiungere il tasto “ok” ai form?  O forse è perché l’utente si aspetta di vederlo? O perché pensiamo che l’utente si aspetti di vederlo?

Noi non lo abbiamo messo. In Cveer compili il form e quando premi il tasto invio la modifica viene salvata. O quando fai click in un’altro punto o premi TAB, e il form perde il focus. E vediamo se qualcuno si lamenta o se – come penso –  abbiamo eliminato un pulsante inutile.

Splash!

June 23rd, 2009

cveer beta splash

Cveer sta finalmente prendendo forma e si affaccia per la prima volta timidamente al pubblico con una splash dalla quale è possibile richiedere di essere invitati a partecipare alla private beta. No, non siamo in beta privata per fare gli snob o perché sia di moda fare le beta ad inviti. Teniamo Cveer privato perché proprio non è pronto, è un cantiere aperto, dove un malcapitato utente che si dovesse aggirare senza elmetto protettivo potrebbe prendersi una trave in testa, o passare da una porta che pochi minuti dopo viene murata e non è più disponibile.

E quindi come un cantiere è frequentabile solo da addetti ai lavori e da persone che nei cantieri sanno muoversi. Ma Cveer è pronto ad accogliere anche qualche utente finale, che forse va un po’ accompagnato e rassicurato (ma sì, signora, quel buco li poi viene chiuso. No no l’intonaco non sarà di quel colore, è una prova che hanno fatto gli imbianchini e poi han lasciato li).

E se l’utente in visita ha lo stomaco abbastanza forte può anche fare il miracolo: segnalare anomalie, incongruenze o possibili migliorie in tempo perché possano beneficiarne tutti già dalla prima versione pubblica di Cveer.

In attesa di aprire le danze va ancora stabilito quale sistema adottare per raccogliere i primi feedback, intanto ringrazio da subito tutti quelli che vorranno aiutarci, che chiederanno di entrare e aspetteranno pazientemente l’invito.